Dimenticate le recensioni negative della critica. Dimenticate Loras Tyrell. Dimenticate tutti gli show televisivi a tema superheros, perchè Netflix è la vera casa dei supereroi (come recitano i cartelloni pubblicitari che tappezzano tutta Milano e il magnifico trailer qui in basso). Dopo anni di attesa, con l’arrivo di Marvel’s Iron Fist su Netflix, tutti e quattro i Defenders hanno un proprio show personale sulla piattaforma. Quello di cui vi parleremo è uno show che ha tratti in comune con i precedenti, ma anche alcuni elementi di novità. Quali differenze ci sono tra il fumetto e lo show? Come porlo in relazione agli show Netflix già rilasciati? É indispensabile guardare Iron Fist prima dell’arrivo di Marvel’s The Defenders? A questo ultimo quesito vi rispondiamo subito: assolutamente si!
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: LE ORIGINI DEL PERSONAGGIO A FUMETTI
La trama ufficiale dello show appare abbastanza banale:
Danny Rand (Finn Jones – Game of Thrones) aveva dieci anni quando il jet privato in cui stava viaggiando assieme a suo padre milionario Wendell e a sua madre Heater, si schianta misteriosamente sull’Himalaya. Unico superstite, Danny viene salvato da un gruppo di monaci guerrieri e portato nella misteriosa città di K’un-Lun dove, in brutali condizioni, viene addestrato per divenire un temibile guerriero.
Ma in Iron Fist c’è molto altro. É uno show che non lascia un attimo di respiro, uno show continuamente cangiante, uno show che in 13 episodi racchiude almeno due stagioni. Ma partiamo dalle origini. Com’è nato il personaggio? Iron Fist, o Pugno d’Acciaio così come è noto in Italia, nasce negli anni ’70 nel bel mezzo della mania americana per le arti marziali e i film di kung fu. Il disegnatore Roy Thomas crea un personaggio basandosi su Amazing Man, un supereroe degli anni Quaranta. Il nostro Danny Rand vivrà numerose avventure da difensore di K’un-Lun, da Avengers e da spalla di Luke Cage (attualmente sul mensile Daredevil, edito da Panini Comics, i due ritornano a far coppia in “Power Man & Iron Fist”). Le origini del personaggio nello show, sono parzialmente simili a quelle della sua controparte a fumetti. In questi, il padre di Danny, Wendell Rand, porta la sua famiglia e il suo socio in affari, Harold Meachum a K’un-Lun, ma un guasto aereo fa precipitare il mezzo sulle cime dell’Himalaya.
Durante la scalata per raggiungere la mistica città, Meachum lascia morire Wendell in quanto segretamente innamorato della madre di Danny: Heater Rand, che si sacrifica per proteggere suo figlio. Successivamente il piccolo Danny verrà salvato dagli arcieri di K’un-Lun e verrà accolto da Lo Yu-Ti (fratello adottivo di Wendell Rand). Il monaco percepisce l’ira di vendetta di Danny e fa si che Lei Kung il Tonante lo istruisca per divenire il leggendario Iron Fist. Danny acquisirà così i poteri del Pugno d’Acciaio immergendo i propri pugni nel braciere contenete il cuore del drago Shou-Lao, una volta sconfitta la magica creatura.
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: LE DIFFERENZE CON IL FUMETTO
Ora, nello show Harold (David Wenham – 300) è comunque il responsabile della morte dei Rand e lo fa commissionando l’omicidio direttamente all’organizzazione criminale nota come la Mano, introdotta nel Marvel Cinematic Universe in Marvel’s Daredevil. Lo fa in cambio della propria vita, lo fa per conquistare le redini della Rand Enterprises, lo fa abbandonando i suoi figli Ward (Tom Pelphrey – Banshee) e Joy (Jessica Stroup – The Following).
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: MADAME GAO E LA MANO
A capo de La Mano vi è la temibile Madame Gao che in Daredevil ha avuto un ruolo minore, approfondito poi in Iron Fist: Gao conosce il padre di Danny, conosce i monaci di K’un-Lun ed è a capo della più nota organizzazione criminale del mondo, ma offre (a modo suo) aiuto a Danny in modo che il ragazzo comprenda il suo ruolo nel gioco. Il tema de ‘la Mano’ è molto presente nello show non solo ai fini della trama ma anche tramite una serie di inquadrature che rendono protagoniste le mani dei personaggi alludendo alla costante presenza dell’organizzazione nella Rand Enterprises. Non solo assassini, ma anche un gruppo con gravi problemi al proprio interno: una fazione crudele e negativa che porta scompiglio guidata da Gao da un lato e un’altra guidata da Bakuto che cerca di offrire una nuova vita a giovani ragazzi che hanno perso la propria strada, dall’altro.
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: COLLEEN E CLAIRE TEMPLE
A New York, Danny sarà coinvolto emotivamente con Colleen Wing (Jessica Henwick – Game of Thrones), un’esperta di arti marziali che gestisce un proprio dojo. Nei fumetti Colleen collabora con Misty Knight (introdotta nel MCU in Marvel’s Luke Cage) e le due contribuiranno al primo incontro tra Danny e Luke Cage. Nella serie Colleen viene affiancata da Claire Temple (Rosario Dawson) l’infermiera che nelle precedenti serie Marvel ha curato Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. Claire agisce da collante fra i quattro street-heroes, li cita di continuo, senza farli mai incontrare: tutto ciò avverrà prossimamente in Marvel’s The Defenders, dove il gruppo affronterà una volta per tutte la Mano.
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Ma Claire non è l’unico personaggio che conosciamo a tornare in Iron Fist: rivediamo anche Jeri Hogarth, interpretata da Carrie-Ann Moss (Matrix), avvocato di Randy e amica di Jessica Jones; insieme a lei (anche se non visivamente) torna anche Karen Page, attraverso i suoi articoli sul New York Bulletin. Quindi al contrario di molte serie viste in precedenza, il legame tra gli show Netflix è molto forte creando un costante senso di continuity.
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: L’ARMA VIVENTE
Non ci resta che parlare di Danny. Il personaggio soffre continuamente per la perdita prematura dei propri genitori ed è alla ricerca di vendetta, sottoponendosi agli allenamenti di Lei Kung per divenire l’Arma Vivente per eccellenza. Ma Danny non è così maturo come sembra: ha una mentalità infantile, non ha senso per gli affari, pare che il suo sviluppo si sia fermato al momento dell’incidente. Una volta tornato a New York, la sua crescita arrestata a 10 anni riprenderà grazie a Claire e a Colleen. Sarà sottoposto alle ingiustizie di Ward, che farà di tutto per metterli i bastoni fra le ruote, per poi aiutarlo e redimersi nel finale. Danny si chiederà continuamente qual è il suo posto nel mondo: cosa può fare con i suoi poteri? Salvare K’un-Lun, New York o la Rand Enterprises? É un personaggio complesso, alla pari di Matt Murdock, Jessica e Luke.
MARVEL’S IRON FIST – LA RECENSIONE: PARERI FINALI
Lo show come detto in precedenza si trasforma di continuo. Non diventa mai noioso perchè le scene d’azione, le rivelazioni e i giochi di potere sono costantemente presenti. Sicuramente non raggiunge la perfezione di Marvel’s Daredevil (i due show sono quasi simili), ma si piazza sul podio dopo Marvel’s Jessica Jones. Al contrario di quanto hanno affermato i maggiori critici del settore, Marvel’s Iron Fist è uno show ben fatto; uno show che intrattiene, uno show che vale la pena vedere.
Che cosa abbiamo visto?
La storia di un gruppo criminale che continuerà a seminare terrore per le strade di New York. La storia di una famiglia lacerata per sempre. La storia di un’infermiera annoiata dalla vita da comune mortale. La storia di un ragazzo che ha passato un’infanzia difficile. Un ragazzo continuamente manipolato e intento a trovare il suo vero cammino. La storia di un supereroe alle sue origini. La storia dell’ultimo membro dei Defenders, pronto a unirsi ad altri tre street-heroes solitari come lui. La storia di Danny Rand.
Un saluto e un ringraziamento speciale ai nostri amici de Le Notti del Diavolo – Daredevil & Co.
