Quest’anno Netflix ci ha regalato una quarta stagione di Orange is the New Black a dir poco fantastica! Iniziata con il botto e finita direttamente con la notte di Capodanno! Ma facciamo il punto della situazione.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: DOVE ERAVAMO RIMASTI

Se ricordate bene, la scorsa stagione era finita in modo “tranquillo”, tranne l’attacco a sorpresa ai danni di Alex, che viene salvata inaspettatamente da Lolly. Nel mentre, le altre galeotte hanno approfittato di uno squarcio nella rete del giardino e si sono andate a fare un bagno al lago accanto. Infine, dopo aver sùbito una riduzione delle ore e quindi dello stipendio, le guardie di Caputo si sono tutte licenziate. Allo stesso tempo vediamo l’entrare di nuove detenute.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: LE NUOVE GUARDIE

Insieme alle nuove galeotte, arrivano nuove guardie, provenienti da un addestramento militare. Sono infatti più fredde, spietate, non cederanno davanti a nulla e inizieranno a perquisire le donne, soprattutto se NON caucasiche. Presto Piper va nel panico, perché il suo commercio di mutandine potrebbe essere in pericolo; così cerca di comprare il silenzio del nuovo capo delle guardie: il gigante gay Desi Piscatella, che invece non si farà abbindolare facilmente da un paio di occhiate languide. Per salvarsi la pelle, Piper denuncia le latinas (anche loro infatti avevano iniziano lo stesso sporco giro di affari), finendo per pestare i piedi all’impetuosa Maria Ruiz. A causa di Piper, alla ragazza viene allungata la pena, così lei si vendica marchiandola con una svastica.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: L’ARRIVO DI JUDY KING

In seguito, vediamo il rilascio prematuro della scontrosa Aleida Diaz, madre di Daya, che si trova a disagio una volta fuori, ad affrontare la routine del mondo reale. Tuttavia, l’arrivo tanto atteso era quello di Judy King, la chef internazionale accusata di frode. La donna riceverà costantemente un trattamento speciale rispetto alle altre, dato il suo stato VIP. Avrà anche un suo corso di cucina per intrattenere le compagne. Da subito non va d’accordo con Red; tuttavia il suo fan club unisce sia il gruppo delle bianche sia quello delle ragazze di colore (soprattutto Poussey). In questa stagione, le differenze e gli attriti tra i vari gruppi etnici si fanno più forti.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: NUOVI FLASHBACK

In questa stagione, scopriamo inoltre come sono finite dentro altre galeotte. Prima la schizofrenica Lolly, che sente delle fastidiose voci che parlano di cospirazioni governative. La donna viene aiutata dal signor Healy, che rivede in lei il fantasma della madre (era anch’ella schizofrenica). Giunto al limite della depressione, dopo un tentato suicidio, l’uomo decide di trasferirsi in un centro psichiatrico. Poi, siamo colpiti dalla triste storia di Suzanne “Occhi Pazzi”, una quasi trentenne con il cervello di una pre-adolescente. La ragazza finisce dentro per aver causato la morte di un bambino, dopo averlo tenuto “prigioniero” a casa sua affinché le facesse compagnia. Vediamo anche come Maritza si serviva della sua bellezza per ingannare i ricchi e rubargli i soldi o la macchina. Oppure il passato di Blanca, trattata come schiava da una vecchia signora a cui faceva la badante.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: LINDA FERGUSON E LA MCC

In questa stagione, Caputo deve fare ancora i conti con la MCC, l’azienda che finanzia la prigione, o meglio, fa continui tagli al budget. Nel gruppo di commercialisti, c’è anche la bella e insensibile Linda Ferguson, direttrice degli acquisti. La donna inizia una relazione con Caputo, ma presto lui si rende conto che non le importa nulla della prigione o delle detenute. Così, l’uomo striscia dall’unica donna dove non sarebbe mai andato: Natalie Figueroa, la quale avevamo sempre dipinto come un’infame (per usare un eufemismo). In realtà, solo ora Caputo capisce quanto sia stato difficile il suo lavoro. L’uomo infatti deve affrontare il sovraffollamento della prigione, che piano piano scatena l’odio crescente tra le detenute e le guardie e tra le detenute stesse.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: NUOVI AMORI

Ma questa barriera d’odio viene scalfita da alcune vecchie amicizie e nuovi amori. Alex si apre con Piper e le due tornano insieme. Tiffany perdona la guardia “Ciambella” e dopo una discussione con Boo, le due fanno pace. Sofia riesce ad uscire dall’isolamento, grazie all’insistenza della moglie e si riappacifica con Gloria (a causa sua era finita lì). Tuttavia, la storia d’amore della quarta stagione (no, non è quella tra Nicky e Lorna, che nel frattempo si è sposata) è tra Soso e Poussey. L’hippie finalmente ritrova una ragione di vivere, grazie alla frizzante e alle volte impacciata Poussey. E dopo averci fatto scoprire il bellissimo e poetico mondo delle due donne, che scoprono loro stesse e crescono insieme; la serie ci porta al tragico e inaspettato finale…

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: L’AMMUTINAMENTO

Se nell’ultima stagione, a rivoltarsi sono state le guardie, stavolta l’ammutinamento viene dalle detenute. Le donne sono stufe dei sopprusi che devono sopportare quotidianamente dalle nuove guardie e reclamano il licenziamento volontario di Piscatella. Così, le gang che prima si facevano la guerra tra loro (principalmente bianche, ispaniche e nere), si uniscono alla rivolta; formando un muro ostile contro le guardie. Tuttavia Piscatella non si lascia intimidire e ordina alle guardie di far scendere le donne dai tavoli. D’improvviso, in preda a un lapsus, Suzanne si agita mentre viene acchiappata dal giovane Bayley e così Poussey si lancia in sua difesa. Purtroppo, per tenere a bada Occhi Pazzi, la guardia non si rende conto che mantiene troppo a lungo la presa sul collo di Poussey. La giovane muore inerme sul pavimento della cucina. Vediamo la reazione disperata della sua cara amica Taystee e il dolore muto del resto delle recluse.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: IL COLPO DI SCENA

Per tutta la puntata abbiamo visto i flashback dell’ultima notte di libertà di Poussey. Prima che iniziasse la sua vita di prigionia, quando era ancora libera e pronta ad affrontare un’esperienza incredibile ad Amsterdam. La ragazza finisce dentro per aver fumato uno spinello ed essere entrata in una zona privata. Un’accusa così scrausa che lascia le stesse guardie allibite. Caputo rimane interdetto davanti all’ipocrisia della MCC, che vuole far apparire Poussey come una mina vagante (per non rovinare l’immagine della prigione). Tuttavia, davanti alle telecamere, l’uomo si lascia andare e racconta la verità. Abbiamo visto la fine di Poussey. La fine della sua vecchia libertà e della sua stessa vita. Entrambe premature. In prigione era felice, insieme alle sue amiche e Soso, a cui aveva ridato la joie de vivre. Grazie al suo idolo Judy King era pronta a mettersi alla prova e diventare chef una volta uscita. Purtroppo il suo sogno non si avverrà mai.

ORANGE IS THE NEW BLACK 4 RECENSIONE: LA RIVOLTA E IL FINALE

Tuttavia la sua morte non rimarrà invana; il triste evento ha portato infatti delle gravi conseguenze tra le sue compagne. Il corpo della giovane rimane troppo tempo in cucina, i superiori non sanno che farne. Il popolo si rivolta ancora. Ne ha abbastanza di questo mancanza di rispetto e di un trattamento ai confini dell’umanità. Così, mentre Judy King sta per essere strategicamente rilasciata, i vari gruppi etnici bloccano le guardie che l’accompagnano. Le ragazze riescono a togliere di mano la pistola a una delle due e chi ha in mano l’arma ora non è altri che l’innocente Daya. La ragazza, nonostante gli avvertimenti della madre, è diventata piano piano un membro della gang di Maria e forse, diverrà presto la sua alunna più brillante.

Cosa succederà nella prossima stagione? Cosa vi è piaciuto della 4? Lasciate un commento!

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