Outlander 2×13 Recensione: Con “Dragonfly in Amber“, il tredicesimo episodio di ben 90 minuti andato in onda ieri su Starz Tv, si chiude la seconda stagione di Outlander; una stagione ricca di cambiamenti che vanno dai personaggi, ai luoghi, alle scoperte e ai complotti. E questo season finale sembra racchiudere, come in un amuleto, tutte le emozioni inespresse dell’intera stagione e le incastona esattamente lì, dove dovrebbero essere: nel cerchio di pietre dove tutto è iniziato…
Per l’ultima volta, per questa stagione, godiamoci l’incantevole sigla di Outlander:
Outlander 2×13 Recensione
Che questo season finale sia stato concepito in maniera magistrale non vi è ombra di dubbio: sarà che molti degli eventi trattati sono già “storia passata” e quindi ci aspettavamo già un finale dolceamaro, già scritto, prestabilito. Per cui l’effetto sorpresa doveva provenire inevitabilmente da un’altra fonte: il “futuro-presente” di Claire e della sua ormai ventenne figlia, Brianna. Con lo stratagemma del salto temporale, l’episodio non solo ci mostra l’evoluzione del personaggio di Claire, con una ciocca grigia nei suoi capelli a decorare un viso di chi ha imparato a sopravvivere più che vivere, ma soprattutto rimescola tutte le nostre certezze e ci riporta al punto di partenza: il cerchio di pietre nel cuore della Scozia. Vent’anni dopo il ritorno al suo tempo, la morte del reverendo che aveva aiutato Frank e Claire nei giorni del suo “incidente”, è l’occasione per Claire di portare sua figlia nei luoghi che erano stati la cornice della sua storia d’amore con Jamie. E inevitabilmente, questo comporterà tutti i danni collaterali che la ragazza riuscirà a provocare con la voglia di scoprire la verità sulla sua identità e sull’ “incidente” citato nelle corrispondenze private tra Randall e il reverendo. Così, mentre Claire percorrerà un malinconico viaggio tra i luoghi di vent’anni prima, Brianna e Roger (il figlio adottivo del reverendo), scaveranno nel passato della donna sino a scovare la verità. La scottante rivelazione creerà una spaccatura tra le due donne, ma sarà anche l’inizio del processo di guarigione: ora che Brianna ha scoperto la verità, Claire non deve mantenere il voto che aveva fatto al defunto marito Frank e può renderla partecipa del suo personalissimo dolore per l’avventura spazio-temporale di cui è stata protagonista.
Outlander 2×13 Recensione
La verità è ovviamente difficile da comprendere per una ragazza che non ha mai neanche lontanamente pensato ad una possibilità così surreale come un viaggio temporale: per questo ad unire le due donne in contrasto ci penserà Gillian, figura scomparsa sul concludersi della prima stagione (la donna accusata di stregoneria che grazie al suo altruismo riesce a salvare Claire dalla sua stessa condanna). Lei è un’attivista politica, credente nella indipendenza della Scozia e consciamente pronta ad affrontare il viaggio nel tempo: Claire vorrebbe fermarla e impedire la sua prematura morte sul rogo, ma arrivano al cerchio appena in tempo per vedere la donna toccare le pietre e sparire. Dopo aver visto con i suoi occhi il potere ancestrale nascosto in quel luogo mistico (il ronzio ne sembra essere una manifestazione), Brianna non può che credere ai racconti della madre e le due si avvicinano come mai hanno fatto durante la loro vita e si promettono un percorso senza più bugie.
Poco spazio viene dato alle figure maschili della serie: Frank è morto al giorno della narrazione, Black Jack Randall morirà di lì a breve nel passato, il poco minutaggio dedicato a Jamie lo vede assassinare prima Dougal che aveva origliato una conversazione compromettente, poi mettere in salvo la sua famiglia (Lallybroach) e la donna che ama con uno straziante addio lì, proprio a Craigh na Dun, qualche attimo prima dell’inizio della famosa battaglia della piana di Culloden. E finalmente si ritorna al punto di partenza, la storia è scritta, il cerchio si chiude.
Outlander 2×13 Recensione
Ma nel momento in cui il sole sorge oltre la collina di Craigh na Dun, Roger svela alla donna che durante le sue ricerche ha scoperto qualcosa di interessante: durante la battaglia, alcuni generali in fin di vita sono stati portati in salvo per poi essere condannati. Tutti, tranne un Fraser che era riuscito a scappare prima dell’esecuzione: Jamie. Con la speranza di poterlo riabbracciare e di potersi ricongiugnere a lui, Claire fissa quel cerchio di pietre e promette a sè stessa di voler tornare indietro e riprendersì ciò che gli appartiene perchè, come quell’amuleto donatogli durante le nozze (una libellula incastonata in ambra) era capace di preservare l’animale dall’incuria del tempo, lei aveva conservato il suo amore per Jamie allo stesso modo ed era pronta ad affrontare nuovamente tutto pur di riaverlo.
Con questa promessa, non detta ma espressa, si conclude la seconda stagione di Outlander che ci saluta e ci dà appuntamento al prossimo anno. Vi ricordiamo che la serie è già stata rinovata non solo per la terza ma anche per la quarta stagione: quindi, cari Sassenach, buon viaggio…
Avete visto l’episodio? vi è piaciuto, dite la vostra, commentatelo con noi…