The Leftovers Finale – La Recensione: quello che resta. La serie si è conclusa domenica con il suo ultimo episodio “The Book of Nora”. Chi si aspettava delle chiare risposte agli eventi che per tre lunghi anni ci hanno fatto perdere il senno, sarà rimasto sicuramente deluso…ma d’altronde The Leftovers non è un telefilm per gente che PRETENDE risposte. Spesso è lo spettatore che sceglie la serie tv, ma The Leftovers fa un’opera diversa: è lui a scegliere lo spettatore. E lo sceglie appunto così, con episodi criptici e retorica a fiumi, con simbolismi religiosi e mistici che possono farti innamorare o farti odiare la vita e tutto ciò di cui è pregna.

THE LEFTOVERS FINALE – LA RECENSIONE

E non ci si può offendere nè lamentarsi di una mancata spiegazione ad un evento che sin da subito ci è stato posto così: insensato, inspiegabile, incomprensibile. La dipartita del 2% della popolazione mondiale NON è il fulcro di The Leftovers, bensì ne è solo lo sfondo. E sebbene il titolo sembra voler sottolineare come tutta l’attenzione sia dedicata a “coloro che rimangono”, in realtà la vera protagonista di tutta quest’epica avventura è: l’assenza. Perché in The Leftovers ogni personaggio è protagonista solo nella sua personalissima ottica di assenza,che sia essa fisica (la sparizione di un suo caro) o spirituale (la mancanza di uno scopo nella vita). Ogni personaggio è sfocato nei suoi contorni più intimi e viene messo a fuoco solo nel disagio e negli effetti che la dipartita ha provocato a lui e alle persone intorno a lui. In quest’ottica, Kevin non è un eroe bensì un codardo. Perché, a differenza di Nora, cerca in tutti i modi di non apparire fragile e distrutto. E questo porta inevitabilmente a morire dentro e ad essere condannato alla non-morte. Una sorta di ossimoro che è il perno attorno al quale ruota la sua storyline. Kevin è alla ricerca di una risposta, ma una risposta che non è interessato nemmeno ad ascoltare: non si tratta di qualcosa legato al mondo canino, non si tratta di qualcosa di profetico, non si tratta neppure di fisica o astronomia. La dipartita, lui, l’ha già vissuta prima del 14 ottobre, in quei fallimenti come padre e marito che lo hanno portato a rompersi dentro ancor prima di tutti gli altri. E così per lui è molto più facile vestire i panni della sua antitesi, un international assassin che però è solo vittima degli eventi e non fautore. C’è bisogno del suo potente fratello gemello di “The most powerful man in the world” per riuscire finalmente a capire che quei cocci che porta dentro sono inevitabili. E che se vuole ricomporre se stesso e la sua storia con Nora, non deve fare altro che accettarlo e accettarsi. Non può essere un Gesù moderno senza un calvario, sotto la forma di una Patty che lo sprona a disintegrare tutte le sue certezze sotto i razzi atomici dei russi.

THE LEFTOVER FINALE – LA RECENSIONE: QUELLO CHE RESTA (DOPO IL SERIES FINALE)

Nora, d’altro canto, è essa stessa l’assenza. Rappresenta la donna che più di tutte ha perso, nella dipartita del 14 ottobre, tutto. Ha perso il suo essere moglie, madre e donna. E ha cominciato la sua personalissima salita per lottare contro questa assenza, in modo decisamente più coraggioso del suo international assassin. Lei ha indossato un giubbotto antiproiettile per provare quel dolore che rende gli umani, tali. Lei ha viaggiato sino in Australia per poter mettere piede in un macchinario che avrebbe potuto polverizzarla o condurla dai suoi figli departed. Cosa è successo? Saremmo degli stupidi a pretendere una risposta. Anche in questo caso, la scena si interrompe esattamente nell’istante in cui il liquido sta per sommergerla interamente… Non ci resta che avere fede nel suo racconto.

THE LEFTOVER FINALE – LA RECENSIONE: THE BOOK OF NORA

Con Nora, abbiamo sempre vissuto le conseguenze della dipartita della sua famiglia come un evento orribile, statisticamente improbabile e misticamente sfortunato. Non dimentichiamocelo: lei è la LENTE (2×06 “Lens“). E’ infatti tramite questa lente, che finalmente nel finale di stagione, dopo anni di solitudine, Nora ha imparato ad usare che riusciamo a leggere un finale diverso a questa sua assenza. Che sia davvero andata “dall’altra parte”, che abbia davvero visto i suoi figli per poi ritornare grazie ad un altro macchinario costruito appositamente per fare ritorno, non possiamo saperlo. Non DOBBIAMO saperlo. Se siamo innamorati di Nora, come lo è Kevin, ci basterà crederle. D’altronde chi siamo noi per giudicare i viaggi che ognuno di noi compie dentro se stessi per guarire? E Nora è guarita, ha finalmente compreso che dall’altra parte, in un mondo di orfani, la sua famiglia è quella fortunata, perché può contare gli uni sugli altri. E lei è solo un fantasma. Per la prima volta, quindi, la dipartita è la malattia ma anche la cura, un’accettazione della perdita che permette alle colombe di ritornare al proprio nido. E “love is in the air” anche per loro.

The Leftovers, insomma, è un viaggio mistico e personale. Non è una serie che vuole provare a dare una spiegazione scientifica, anzi! “It’s a Matt, Matt, Matt, Matt, Matt world” era stato chiaro: Dio ha voluto la dipartita, perché semplicemente…poteva farlo. Non perché voleva. Una sorta di affermazione che spiazza ogni qualsivoglia ragione. La dipartita è avvenuta, punto. Chiedersi “perché” è qualcosa che può fare solo un matto o Laurie. E sarà proprio lei, che in questa serie è l’emblema stesso della Ragione, che dinanzi ad una madre che ha visto sparire il suo neonato dinanzi agli occhi, non può che trovare dei silenzi come risposte. Lei non sa come affrontare qualcosa che la ragione non contempla. Lei, in questo mondo in cui ognuno si è creato una personalissima visione per superare l’accaduto, non riesce a trovare nemmeno il coraggio di farla finita. Seppur “Certified”, anche la ragione può risalire dai fondali dell’irrazionalità. E quella che sembra la fine, magari è l’inizio stesso della sua guarigione.

Se insomma, non avete ancora visto The Leftovers, fatelo al più presto. Perché la poesia che si cela dietro ad ogni episodio è così elevata che l’assenza di questa serie potrebbe causare un forte vuoto dentro ogni telespettatore.

LEAVE A REPLY

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.